Panoramica Finka | Operatori | Rainbow Six Siege | Ubisoft (UK)

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Finka

Finka faction

SPETSNAZ

Squadra
Assalitore
Ruolo
back-line, buff
Corazza
Velocità
Difficoltà

Abilità uniche e stile di gioco

La Botta di adrenalina di Finka attiva nanoparticelle di zinco precedentemente iniettate negli operatori, facendo rilasciare loro un cocktail farmacologico grazie al quale lo zinco viene assorbito dall'organismo come un nutriente. Le nanoparticelle incrementano per un breve periodo la salute, aiutano a riprendersi dai K.O. e rendono la mira più ferma. Gli effetti si estendono all'intera squadra. Finka è l'unica in grado di adattare le nanoparticelle alle specificità degli organismi dei singoli operatori.

Dotazione

Arma primaria

Spear .308

FUCILE D'ASSALTO

6P41

MITRAGLIATRICE

SASG-12

SHOTGUN

Arma secondaria

PMM

PISTOLA

GSh-18

PISTOLA

Gadget

Carica da irruzione

Granata a frammentazione

Abilità unica

BOTTA DI ADRENALINA

Biografia
Nome vero
Lera Melnikova
Data di nascita
7 giugno 1989
Luogo di nascita
Gomel, Bielorussia

BACKGROUND

Lera aveva nove anni quando le fu diagnosticata una neuropatia che provoca la perdita del tono muscolare e della sensibilità alle estremità degli arti. Nata a Gomel, tre anni dopo il disastro di Chernobyl, in una città colpita dalle radiazioni, è cresciuta intorno a bambini con problemi genetici. L'arrivo della diagnosi fu come l'avversarsi di tutte le sue paure. Così, quando i suoi genitori incoraggiarono lei e i suoi fratelli a condurre una vita ricca di esercizio fisico, lei si spinse oltre i suoi limiti, nell'intento di mantenere il suo corpo in perfetta forma per resistere alla neuropatia. Nella sua giovane mente, non poteva essere malata, se si manteneva in salute.

Tutti e tre i figli dei Melnikov sono cresciuti facendo sport. Lera eccelleva in quelli che richiedevano agilità e precisione, spinta dalla costante consapevolezza che la neuropatia sarebbe peggiorata, se qualcuno non avesse trovato una soluzione più permanente. Lera decise di trovarla da sola.

Si trasferì a Novosibirsk per studiare all'università, conseguendo un dottorato in microbiologia e immunologia. Rimase all'università, nel laboratorio di biotecnologia e virologia, dove con le sue ricerche ebbe modo di scoprire trattamenti per vari patogeni e neuropatie, inclusa la sua, tramite sostanze e nanoparticelle autodissolventi. Non aveva trovato una cura, ma aveva un modo per tenere a bada la malattia.

Lera avrebbe continuato la sua carriera accademica, se non avesse ricevuto una visita dal Servizio di Sicurezza Federale della Federazione russa l'FSB. Gli operatori russi degli Spetsnaz affrontavano il pericolo sempre più concreto dell'esposizione a materiali tossici, come i composti organofosforici del gas nervino. Per la prima volta nella sua vita, Lera iniziò a preoccuparsi non dei suoi problemi, ma di altro. Stava salvando vite di perfetti sconosciuti, pazienti che incontrava raccogliendo dati per le sue ricerche, e che poi le scrivevano lettere o cartoline di ringraziamento. Ma poteva avere un impatto ancora più grande. Colse al volo l'occasione di lavorare con i volontari degli Spetsnaz, adattando le nanomacchine alle loro fisiologie altamente performanti. Presto iniziò ad apprezzare la competitività, la forza mentale e il senso di appartenenza delle forze speciali russe. Si unì all'esercito con l'obiettivo di diventare un berretto rosso, combattendo in prima linea per salvare vite come specialista in difese chimiche, biologiche, radioattive e nucleari (CBRN).

Con la sua militanza nell'esercito russo, Lera si è subito dimostrata fisicamente e mentalmente adatta a candidarsi per gli Spetsnaz. Ha affrontato un addestramento brutale, culminato con un duello all'arma bianca contro Kapkan. Un passo falso e un affondo di Kapkan le hanno provocato un taglio dal sopracciglio alla guancia, ma Lera ha prontamente risposto colpendolo violentemente al naso e alle costole, prima di cedere al dolore. Hanno trascorso la notte nella tenda medica, senza parlare ma forti di un nuovo rispetto reciproco. Da quel giorno in poi si è guadagnata il soprannome Finka, ossia "Coltello".

Lera è diventata una specialista CBRN degli Spetsnaz, unendosi all'unità Vympel sotto l'FSB, usando le sue nanomacchine per aiutare l'unità a sopravvivere alle zone calde. È una delle poche persone in grado di tarare le nanomacchine sui singoli operatori.

È riuscita a farsi notare grazie al suo lavoro di revisione dei protocolli di battaglia russi riguardanti la neutralizzazione dei materiali pericolosi, diventando l'esperta di riferimento nelle esercitazioni congiunte con le altre forze speciali. Six ha invitato Lera nei Rainbow Six per assemblare un'unità di intervento chimico, biologico, radioattivo e nucleare, affiancandola a Olivier "Lion" Flament, come prima scelta.

RAPPORTO PSICOLOGICO

Lera ha scoperto che la sua neuropatia stava lentamente diventando resistente alle cure. Le vecchie paure sono tornate, spingendola ad analizzare ogni singolo dolore, durante gli allenamenti ai quali si sottopone per rimanere al top della forma. Continua a ritoccare e modificare la formula per evitare il torpore e le fitte che, secondo lei, potrebbero essere i primi sintomi del declino. Si spinge a tal punto da vomitare dopo gli allenamenti con IQ e Valkyrie, ma solo Valkyrie riesce a capire quel livello estremo di forma fisica. Lera non è in grado di distinguere la normale fatica dalla malattia e si lascia guidare dalle sue paure, che la rendono eccellente e al tempo stesso folle. Ormai non è più giovane e vuole più che mai tenersi stretta la vita. Sta cercando di trovare una nuova cura, in segreto, ma Doc ne è venuto al corrente e tiene d'occhio la sua malattia, in caso inizi a inficiare le sue prestazioni. Non l'ha detto a nessuno, nemmeno a Kapkan, il suo schiettissimo mentore, e nemmeno a Tachanka, compagno di bevute e di flirt.