30 April, 2020

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Assassin’s Creed Valhalla – La Storia dietro la Leggenda dei Vichinghi

Assassin’s Creed Valhalla è ambientato verso la fine del IX secolo, un periodo storico durante il quale le tribù norrene lasciarono le proprie colonie scandinave per attraversare il gelido mare del Nord e conquistare i regni divisi dell’Inghilterra anglosassone. È proprio durante quest’epoca di transizione che vestirai i panni di Eivor per guidare il tuo popolo verso una nuova terra in cerca di una nuova casa. Mentre progredirai nella tua epica avventura vichinga verso il Valhalla, guiderai letali gruppi d’assalto, affronterai massicce battaglie e fonderai floride colonie, il tutto nello scenario storico dell’Inghilterra del IX secolo.

Per scoprire maggiormente questo periodo storico, noto anche con il nome di “Secoli Bui”, abbiamo parlato con Thierry Noël, storico e consulente dell’unità di ricerca di Assassin’s Creed Valhalla.

Quando usiamo il termine “vichinghi”, a chi ci riferiamo esattamente?

Thierry Noel: È un’ottima domanda. Sicuramente il termine “vichinghi” viene usato in modo piuttosto generico. Sappiamo che in Occidente rievoca un’immagine ben precisa che è quella di spietati saccheggiatori che hanno distrutto e assaltato monasteri in tutta l’Europa occidentale, ma in realtà la questione è decisamente più complessa. Il termine “vichinghi”, infatti, si riferisce a una classe elitaria della società norrena. Si trattava di un gruppo di persone nella cultura norrena dalle professioni più disparate, tra cui commercianti, esploratori, ottimi navigatori, coloni e ovviamente anche invasori e saccheggiatori.

Il gioco inizia con il clan di Eivor che lascia la propria terra, la Norvegia. Perché questa partenza? Cos’è successo in quella parte del mondo in quell’epoca?

TN: Dal punto di vista storico, la discussione è ancora piuttosto accesa. Tra le cause principali c’erano sicuramente uno stato di guerra costante e una mancanza di risorse e territori sfruttabili. La risposta probabilmente è una combinazione di tutti questi fattori. Hanno lasciato la propria terra natia perché volevano scoprire nuovi territori e trovare nuove risorse. Nel IX secolo, gli abitanti della Scandinavia avevano da poco scoperto la possibilità di navigare e subito primeggiarono in tale abilità. Ciò li aiutò a viaggiare in tutto il mondo. Alla fine del periodo romano, il mondo era estremamente frammentato e i vichinghi giocarono un ruolo essenziale nel riconnetterlo, in quanto sbarcarono pressoché ovunque.

In genere i giochi di Assassin’s Creed si svolgono durante periodi storici ben documentati e definiti. Ma Valhalla è ambientato durante i “Secoli Bui”, un periodo di cui molti non sanno granché. Perché questo periodo è un’ambientazione perfetta per Assassin’s Creed?

TN: È sicuramente un periodo affascinante. Li definiamo “Secoli Bui” perché al riguardo non abbiamo la stessa quantità di informazioni di altri periodi storici, come l’Antica Grecia o l’Egitto. Potrà essere un periodo buio, ma è stato anche un periodo di notevoli trasformazioni e transizioni. L’impero romano ormai era scomparso e il medioevo non era ancora arrivato. È un periodo davvero molto interessante per la ricostruzione del mondo occidentale, in cui si rivedono alcuni nobili valori, si ricostruiscono stati e nazioni, e si combinano culture che in precedenza erano sempre state isolate. Non è solo un periodo di conflitti, ma anche di intensi scambi culturali tra i popoli, e i vichinghi hanno giocato un ruolo essenziale nel ricostruire il mondo tramite i loro scambi commerciali.

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Che tipo di mondo Eivor sta raggiungendo? In che situazione si trova l’Inghilterra nel IX secolo?

TN: In quel periodo, l’Inghilterra era una società multietnica. Era sicuramente dominata dagli anglosassoni, ma c’erano anche i britanni, i discendenti dell’Antica Roma e molti altri. Era una terra ricca, ma anche fortemente divisa, specialmente tra i regni rivali degli anglosassoni. Tale situazione risultò essere favorevole ai vichinghi, che approfittarono dell’estrema divisione dell’Inghilterra di quei tempi.

Nel nuovo trailer abbiamo visto il re di uno di questi regni, Aelfred (Alfredo Il Grande). In realtà chi è davvero Re Aelfred?

TN: Re Aelfred è un personaggio molto importante nella storia dell’Inghilterra. Quando i vichinghi hanno iniziato a invadere e colonizzare il Paese, tutti i regni anglosassoni sono caduti, uno dopo l’altro. L’unico sopravvissuto era il Wessex, il cui regno era dominato da Aelfred. Non solo era sopravvissuto, ma era anche riuscito a respingere l’invasione dei vichinghi e persino a gestire la ricostruzione della moderna Inghilterra. Per noi è un personaggio molto importante.

Sembra un periodo di conflitti frequenti e, ovviamente, il combattimento gioca un ruolo molto importante in Assassin’s Creed e nel nuovo trailer. In che modo le tue ricerche hanno contribuito alle modifiche apportate al sistema di combattimento di Assassin’s Creed Valhalla?

TN: Sappiamo che in quel periodo i combattimenti erano brutali e spietati. Le nostre ricerche ci hanno insegnato che i vichinghi erano guerrieri molto versatili. Sapevano usare una vasta gamma di armi e riuscivano a impugnarne con entrambe le mani contemporaneamente. Avevano trasformato in armi persino i propri scudi, per questo motivo in Assassin’s Creed Valhalla è possibile impugnare un’arma in ognuna delle mani. C’era molta varietà nei combattimenti dei vichinghi ed è proprio ciò che volevamo offrire al giocatore. Le ricerche ci hanno anche permesso di capire che i vichinghi avevano molte tattiche di combattimento differenti e proprio da questo aspetto nascevano gli assalti. Volevamo assicurarci di offrire gli assalti e consentire ai giocatori di controllarli.

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Il trailer mostra dei rituali vichinghi e include alcuni riferimenti diretti alle loro divinità. Che ruolo avranno nel gioco?

TN: Gli dèi e i miti hanno sempre giocato un ruolo molto importante nella vita quotidiana dei popoli norreni, attraverso cerimonie, rituali, credenze e interpretazioni del mondo che li circondava. Erano molto superstiziosi e credevano nei segni, come la comparsa di un corvo che vediamo nel trailer. Rileviamo questa influenza persino nei racconti popolari e nelle saghe vichinghe più famose. La società, i rituali e la mitologia vichinga giocano un ruolo essenziale nel mondo di Assassin’s Creed Valhalla.

Una delle cose che sarà possibile fare una volta sbarcati in Inghilterra sarà creare un insediamento per il proprio popolo. In che modo la storia ha comunicato questa idea?

TN: Gli insediamenti erano una parte importante della società vichinga. Non erano solo esploratori e mercanti, ma si espandevano con nuovi insediamenti ovunque fosse possibile. Abbiamo informazioni archeologiche sugli insediamenti vichinghi in Inghilterra e tramite questi dati, sappiamo che erano proprio alla base della loro comunità e della loro sopravvivenza.

Hai menzionato che questo periodo viene chiamato “Secoli Bui” perché non abbiamo molte informazioni al riguardo. Da dove arrivano quindi le nostre informazioni?

TN: In parte dall’archeologia e in parte da fonti storiche di quel periodo, tra cui diversi testi o racconti. Sfortunatamente, i vichinghi hanno lasciato pochissimi manoscritti su di loro, ecco perché l’immagine negativa che abbiamo dei vichinghi si basa soprattutto sui testi di monaci e altre vittime delle loro invasioni di quel tempo. E come si può immaginare, la percezione è piuttosto negativa. Abbiamo anche avuto molte saghe e miti vichinghi che sono stati tramandati attraverso tradizioni orali per secoli e alla fine passati alla forma scritta per contribuire a informare il mondo.

Nei secoli successivi, quando paesi come l’Inghilterra hanno esaminato la propria storia, è stato importante per loro creare un nemico brutale da sconfiggere per illustrare la nascita delle nazioni al fine di respingere le minacce di invasori stranieri.

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Hai trovato qualcosa nelle tue ricerche che ti ha particolarmente sorpreso?

TN: Certamente. Mi ha colpito soprattutto l’enorme divario tra la realtà della società norrena e l’immagine che abbiamo dei vichinghi. Era una società molto affascinante in termini di cultura e abbastanza equa nel modo in cui trattava le donne, che all’epoca godevano di diritti molto importanti. Certamente in contraddizione con la classica immagine che abbiamo di loro.

I giocatori possono scegliere se impersonare la versione maschile o femminile di Eivor e nel trailer abbiamo visto persino delle donne impegnate nei combattimenti. C’erano donne guerriere nella società vichinga?

TN: Le fonti archeologiche sono molto dibattute su questa specifica questione. La realtà, e quel che io penso essere realmente importante, è che era una parte della loro concezione del mondo. Le saghe e i miti della società norrena sono pieni di personaggi femminili e guerriere impavide. Faceva parte della loro idea del mondo, per cui uomini e donne erano ugualmente formidabili in battaglia, e ovviamente si tratta di un aspetto che si rifletterà anche in Assassin’s Creed Valhalla.

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